Giochiamoci le Torri ai dadi!

Sotto le Due Torri, le tradizioni natalizie non cambiano mai. Un giro fra le bancarelle del mercato di Santa Lucia, un piatto caldo di tortellini in brodo (di cappone, ovviamente) e la messa di mezzanotte a San Petronio. Poi tutti a casa a scartare i regali. Ma sotto l’albero, quest’anno, potrebbe esserci una sorpresa in più: Bolognando, il gioco da tavola made in Bo che, fra proverbi e personaggi tipici della città, permette di diventare i padroni di Piazza Maggiore così come di finire in gattabuia, portati alla Dozza dal pulisman, il vigile urbano del dialetto.

 

bolognando

 

Dopo la classica tombola natalizia, amici e parenti potranno così sfidarsi alla conquista di Bologna, lungo un percorso che prende il via da “andaggna”, schiva i colpi della sorte con “eh ban ban” e “eh mo sorbole” e attraversa le vie e le porte della città, cercando di guadagnare un bel gruzzoletto di baiuc. Il luogo di ritrovo perfetto per i bolognesi doc, ma anche per i tanti fuorisede e turisti «che vogliono portarsi sempre dietro un pezzo delle Due Torri», spiega Alessandro Roversi che, insieme a Jacopo Zucchelli e Andrea Pastore, ha realizzato il gioco. A una prima occhiata, sembrerebbe la risposta emiliana al famoso Monopoli, ma gli ideatori ci tengono a rimarcare le tante differenze: «È diverso il percorso e il numero di caselle. Cambia anche la logica: nel nostro gioco, ogni sosta ha risvolti positivi o negativi in base al lancio dei dadi. Comprandolo, vi accorgerete che non è la traduzione in dialetto dei luoghi, personaggi, probabilità e imprevisti a cui siete abituati. Bolognando è molto di più!». Tutto parte da Torino dove, nel 2016, è nato il fortunato Torinopoli, diventato poi Torino XXL! dopo al- cune controversie legali sul nome. «Abbiamo pensato che potesse funzionare anche a Bologna, una città con un’identità molto forte e che si sta aprendo al turismo - sottolinea Alessandro -. Grazie a Torino XXL! abbia- mo trovato i fornitori, mentre per finanziare il pro- getto ci siamo rivolti a sponsor e règaz come noi, con un crowdfounding». Dopo il successo dell’anno scor- so («avevamo stampato mille copie, pensando che non avremmo mai raggiunto quella cifra. Dopo dieci giorni le avevamo già finite»), è appena uscita la seconda edizione, che ha già venduto 2.500 pezzi. «Abbiamo ascoltato i suggerimenti dei giocatori e creato un Bolognando molto più dinamico. La prima versione era “casareccia”, questa non ha niente da invidiare ai giochi da tavola più famosi. E poi ci sono due nuove sorprese che non vi posso svelare... Altrimenti non lo compra più nessuno!», scherza Alessandro.

 

torri di bologna bolognando

 

Ma come funziona? I giocatori, da due a otto, scelgono una pedina fra i simboli della bolognesità: il Nettuno, le Due Torri, l’università, la mortadella, il tortellino, il Pignoletto, una macchina sportiva della motor valley e la Graziella (la bicicletta nata lontana da Bologna, ma ormai “arredo” della zona universitaria e dintorni). Dopo aver lanciato i dadi, rigorosamente rossi e blu, si procede lungo le 52 caselle che, da via San Donato a Piazza Maggiore, richiamano la forma dei viali. Sotto gli occhi del Dottor Balanzone, i giocatori dovranno stare attenti a non finire in bancarotta, fra colpi di for- tuna e veri accidenti della iazza (come dover pagare la bulatta del gas o essere costretti dalla moglie a una costosa giornata di shopping in Galleria Cavour!). Ma Bolognando accende anche la rivalità sportiva. Passando dal Paladozza, infatti, si riceveranno bonus o malus in base alla propria fede cestistica e al reale andamento delle due squadre di basket bolognesi, la Virtus e la Fortitudo. Domenica, invece, tutti tiferanno per un successo del Bologna, visto che al Dall’Ara si riscuoteranno dei baiuc solo dopo le (purtroppo rare) vittorie rossoblù. Le banconote, stampate dalla Banca di Bologna (sponsor del gioco), raffigurano quattro personaggi simbolo della città: Ugo Bassi, Marco Minghetti, Luigi Galvani e San Petronio. Anche altri partner, come Succede solo a Bologna e Osteria del Cappello, trovano spazio sul tabellone, con caselle dagli effetti speciali. Il gioco è in vendita a 35 euro proprio nei negozi dei due sponsor, oltre che nel bar-gelateria Cialda di via Riva di Reno. Un successo certificato dalle vendite, ma soprattutto «dalla risposta calorosa della città. Vogliamo che sia un gioco per chi ama Bologna». E, anche quest’anno, gli ingredienti ci sono tutti: originalità, un forte legame con la tradizione, un pubblico affezionato e tantissima - pardon, dimòndi - bolognesità. E allora, andaggna a zuger a Bolognando!

Articolo di Gabriele Bonfiglioli link all'originale: 

https://incronaca.unibo.it/archivio/2018/copy_of_quindici-n.21/@@display-file/pdf/Quindici_%2021.pdf